Ricatto. Cap. 3
by NessunoxlLa nottata passò quasi del tutto insonne, io con la mia arrabbiatura oltre che con i miei timori e Mario con la sua prosopopea. Quasi da subito, il genio, aveva pensato che la cosa migliore da fare fosse accettare l’offerta di Bedirhan e cercava di convincermi con argomentazioni che probabilmente nella sua testa suonavano logiche e plausibili.
In me una ridda di sensazioni negative, la dabbenaggine di mio marito mi irritava ed ancor più la sua supina acquiescenza che dire poi del modo in cui mi ero fatta sottomettere, ancora mi bruciava e parecchio, non sono mai stata una bigotta ma da qui ad arrivare solamente a tollerare quello che mi stava accadendo ce ne correva, eccome, ero stata messa letteralmente sotto, quello era il succo.
Mario ebbe anche l’ardire di sottolineare che dovevo essergli piaciuta parecchio, vista L’insistenza e la proposta fatta, ma a me non ci pensava sto cretino a come potessi sentirmi?, poi in maniera serafica, il furbo, aveva aggiunto: quante volte vuoi che venga in Italia, dopo un anno dalla firma del contratto lo mandiamo a quel paese, nella peggiore delle ipotesi dovremo lottare per far rispettare gli accordi, comunque sia allora saremo in una posizione certamente favorevole.
Questo confermava quanto mio marito capisse assai poco del genere umano, se pensava di mettere nel sacco un tipo come Bedirhan voleva proprio dire che ancora non aveva imparato e capito nulla, quello era uno squalo mica una sardina come lui, ovviamente evitai di metterlo a parte dei mie pensieri.
Il problema vero era che dovevo decidere cosa fare, che mi piacesse o no, quando aveva parlato di ingravidarmi un lungo brivido era corso lungo la mia schiena, ancor ora che ci ripensavo non riuscivo a non provare un sottile piacere ad immaginare una vita dentro di me.
Provare un’esperienza sessuale con qualcuno diverso da Mario, unico uomo della mia vita sino ad allora, in qualche maniera mi eccitava, per dirla tutta anche il fatto che qualcuno avesse fatto così tanto ed in maniera così esplicita, per altro una persona tanto importante e di grande carisma, per possedermi mi lusingava, diamine voleva ben dire che esercitavo ancora un discreto fascino.
Questa storia oltre a mettermi alla prova aveva inoltre acclarato che mio marito, oltre ad essere senza carattere, ma questo lo sapevo, o non era poi così innamorato di me oppure aveva la vocazione del cornuto.
Facendo una rapida somma dei miei pensieri mi resi conto che una decisione in fondo l’avevo già presa, volevo però calcare la mano e far pesare a mio marito la cosa, insomma lo facevo solo per lui, questa era la sintesi delle argomentazione che mi accingevo ad esporgli, ovviamente fingendo un’indignazione di gran lunga maggiore di quella che provassi.
Ero entrata oramai in nell’ordine di idee e questo contribuì a calmarmi l’unica cosa che mi dava veramente fastidio era il timore di non riuscire a tener testa a Bedirhan oltre alla preoccupazione di quanto lui avesse intenzione di espormi al pubblico ludibrio, insomma la chiacchierata schietta davanti alla servitù qualche giustificato timore me lo induceva.
Dopo avergli dato dell’egoista, del cornuto e contento, del pappone e del senza palle dissi a Mario che quello che stavo accettando di fare era solo per salvare il suo culo e per riconoscenza per gli anni passati insieme quindi con sin troppa ostentazione chiusi la luce, segno che ritenevo chiuse le discussioni, mi ero girata dalla mia parte senza neppure dargli la buonanotte ed ero scivolata tra le braccia di Morfeo.
La giornata trascorse vedendomi in uno stato di costante fibrillazione e agitazione, pensai che se la cosa era da fare tanto valeva farla bene, mi dedicai alla cura maniacale di ogni dettaglio, sia sulla mia persona, bagno, massaggio tonificante, parrucchiere,depilazione, trucco sia per la cena, avevo fatto preparare una pietanza leggera e molto digeribile, non volevo che un eventuale appesantimento avesse effetti negativi sul sesso che senz’altro avremmo fatto.
Infine avevo congedato i coniugi filippini dicendogli che erano esentati dal servizio sia per la serata che per la mattinata successiva, eventualmente mi sarei fatta sentire io per il pranzo.
Alle 19.30 arrivò Mario, era silenzioso e sfuggiva ai mie sguardi, tenendo sempre abbassati gli occhi quasi stesse studiando il pavimento della sala, per metterlo in ulteriore imbarazzo mi spogliai completamente prima del necessario e con enfasi dissi che ero pronta al sacrificio, l’unica cosa che uscì dalla sua bocca fu: “sei bellissima, era proprio necessario” poi si interruppe, probabilmente intuendo che era meglio non continuare su quella china.
Alle 20 in punto, puntuale come un orologio svizzero suonò il campanello, mi alzai e mi recai alla porta, Bedirhan era arrivato e con lui l’inizio di una nuova vita per noi.
Appena entrato mi rivolse uno dei suoi sorrisini beffardi, sono davvero felice e compiaciuto della scelta, sei bellissima, ancora meglio di quanto avessi immaginato, dicendo questo appoggiò la piccola scatola che sorreggeva e la valigetta ed allungò la sua grossa mano verso mio culetto indugiando in una lunga palpata.
Bene sono di buon umore ed ho un discreto appetito, che ne dite di metterci a tavola?, così dicendo si recò verso la sala da pranzo, ma dove sono i vostri simpatici tutto fare?. Visto che Mario si era rinchiuso nel suo mutismo fui io a rispondere.. non mi sembrava il caso, visto il mio abbigliamento e quello che immagino accadrà dopo.
Bene, credo che sia il caso di cominciare a mettere le cose a posto, temo che in questa casa non ci sia mai stata la mano di un vero uomo quindi da oggi ogni idea ti passi per la testa me la comunicherai e vedi di non prendere mai più iniziative senza consultarmi, dimenticavo, ogni volta che ti rivolgerai a me dovrai essere molto rispettosa e chiamarmi padrone altrimenti sarò costretto a punirti, tutto chiaro?.
Ero interdetta, ma come si permetteva a trattarmi così, decisi perciò di fargli capire che se pensava di avere a che fare con una delle donne del suo paese sottosviluppato, incapace di reagire, aveva sbagliato di grosso.
Senti Bedir, accorciai volutamente il suo nome per pormi come suo pari, il fatto che abbia accettato, per il bene di mio marito, non vuol dire che sono disposta ad accettare la tua stupida e falsa superiorità, chiaro?, mio marito mi guardava e sembrava dicesse:”ma sei pazza a trattarlo così” forse si preoccupava del fatto che ancora non avesse preso alcun impegno.
Segue..
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