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STORY

Le terme galeotte. Cap. 7 - il Maschio alfa -

by Nessunoxl
Viewed: 164 times Comments 0 Date: 25-08-2026 Language: Language

Nonostante il piacere appena provato, che per un attimo obnubila i sensi, riuscii comunque a sentire Mario ordinare a mia moglie di restare immobile.

Quando riaprii gli occhi, riprendendomi dall’orgasmo, vidi il suo sperma colarle addosso: una grossa goccia sul viso e una discreta quantità sul petto.

Ancora una volta arrivò un suo ordine perentorio, al quale non riuscii a sottrarmi:

«Spalmala e puliscila.»
Mi avvicinai a lei in ginocchio e iniziai a distribuire lo sperma sul petto, massaggiandole il seno. Poi leccai la grossa goccia che le stava scendendo sul viso e ci baciammo con un trasporto incredibile.
Preso da una sorta di raptus, iniziai a leccarle i seni che avevo appena spalmato e, prima che la pelle potesse assorbire l’abbondante eiaculazione di Mario, la raccolsi avidamente, sentendone ancora odore e sapore.

Paola allora mi prese la testa e la spinse tra le sue gambe. Trovai la sua fica bagnatissima e, praticandole un cunnilingus degno di nota, la portai all’ennesimo orgasmo.

A eccezione di Claudio, ognuno di noi aveva goduto.

Lui chiese a Mario di essere liberato, per potersi finalmente sfogare, ma gli fu negato. Gli venne detto che la notte era ancora lunga e che avrebbe dovuto aspettare.

Ci recammo tutti a fare una doccia e, una volta usciti, Mario dichiarò che era arrivato il momento di andare a letto.
La zona notte era composta da un corridoio sul quale si affacciavano tre ampie stanze. Ognuna disponeva di bagno privato, cabina armadio e un letto gigantesco, abbastanza grande da ospitare comodamente quattro persone.
Senza aggiungere altro, prese per mano mia moglie e si avviò verso la sua camera.

Feci per seguirli, ma mi bloccò dicendomi che era sua per quella sera.
Li vidi entrare nella stanza, con Paola che lo seguiva docilmente.

Laura allora mi accarezzò e, prendendomi per mano, mi portò nella camera assegnata a loro.

Mi sembrava tutto assurdo.

Ero finalmente nello stesso letto con la donna che per anni avevo fantasticato di inculare, perché era il suo culo la mia ossessione, e proprio ora che avrei potuto provarci, mi accorgevo di desiderare soprattutto una cosa: vedere e sentire mia moglie godere con Mario.

Non passò molto tempo prima che iniziassimo a sentire le urla di piacere di mia moglie provenire dalla stanza accanto.
Sembrava indemoniata.

Era pazzesco ascoltare quanto godesse e come continuasse a elogiare Mario. Mio malgrado, mi ritrovai ancora una volta con il cazzo duro.
Chiesi allora a Laura come avrei potuto fare per chiedere di assistere a ciò che stava accadendo.

Lei, con un atteggiamento quasi materno, mi spiegò che dovevo rispettare le decisioni di Mario, se volevo continuare a godere di quelle emozioni anche in futuro.

«Dai, vediamo di aiutarti noi a resistere.»

Fu allora che ebbi modo di provare il pompino a due bocche.
Lei e Claudio si alternavano nel leccarlo e succhiarlo. Poi, mentre si davano il cambio, Laura allungò una mano dietro di me e mi infilò un dito nel culo.

Non avevo mai provato nulla del genere.

Man mano che lo muoveva, invece di infastidirmi, la sensazione iniziò a procurarmi piacere.

Fu allora che mi uscì spontaneo:

«A dire il vero, avrei voluto prendere il tuo culo, non il contrario.»
Lei mi sorrise e rispose:
«Ogni promessa è debito. Ti avevo detto che mi sarei occupata di voi mentre Mario si occupava di Paola.»

Fece quindi spostare Claudio e, montandomi sopra, prese il mio cazzo, lo appoggiò all’ingresso del suo buchetto e si calò lentamente fino a prenderlo tutto.

era questo che desideravi, vero?



Cominciò a muoversi, dapprima facendo ruotare il bacino, poi alzandosi e abbassandosi con un ritmo sempre più deciso.

Io mi aggrappai al suo seno con entrambe le mani, stringendolo e accarezzandolo, concentrato soltanto su di lei e sul piacere che stavamo condividendo.

Mentre la inculavo, suo marito le chiese di liberarlo.

«Non ne posso più. Mi fa male. La gabbietta contrasta l’erezione e non riesco a sopportarlo.»

«Dai, amore, lo sai che Mario non vuole.»

Poi, accarezzandolo, aggiunse:

«Fai il bravo. Vedrai che dopo godrai tantissimo. Sai bene che lui ti conosce meglio di chiunque altro. Farai una bella sborratona.»

Nel frattempo, ero arrivato al limite e, per la terza volta quella sera, iniziai a eiaculare.

Poco dopo andammo entrambi a lavarci.

segue....


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