STORY TITLE: IL LABIRINTO DEL GODIMENTO E L'UTOPIA D'ARYANNA 
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IL LABIRINTO DEL GODIMENTO E L'UTOPIA D'ARYANNA

by BLACKRELAX90
Viewed: 29 times Comments 0 Date: 18-04-2026 Language: Language

Anche quel giovedì sera il cazzo di suo marito dopo nemmeno due minuti di flebile speranza era già ritornato tutt’altro che duro oltre al fatto di non essere esattamente mostruoso in quanto a dimensioni.

Sul lettone di casa dove avrebbero dovuto consumare a lungo la loro passione carnale lui inoltre riusciva a rivelarsi un vero e proprio maestro nel rendere ancor più disastrosa la situazione già pesante di per sé presentandosi a lei sin da subito tutto sudaticcio al tatto per l’eccessiva eccitazione e con le ascelle emananti olezzi non troppo gradevoli, l’angoscia da prestazione lo stava divorando tremava e sudava come un porco! In poche parole l’antitesi della sessualità.

Inutile dire che in quelle condizioni dell’orgasmo di lei quella sera non ci fu manco l’ombra, qualche colpetto molliccio di pene in una fica disperata che implorava durata e durezza che suo marito subito sborrò senza possibilità di ripresa nel breve termine.

Rammaricata la bellissima Aryanna chiuse gli occhi e con non poca fatica si addormentò mentre lui già da una buona mezz’ora russava profondamente.

Passarono le ore e presto si fece giorno, una bellissima nuova giornata di sole.

Aryanna passeggiava spensierata mano nella mano con suo marito Michele quando tutto d’un tratto come in un sogno i due si ritrovarono davanti a una struttura enorme con vicino la porta d’ingresso ben visibili due cartelli. La prima insegna consentiva l’accesso solo alle persone maggiorenni e le informava dell’oscenità dei giochi a cui avrebbero potuto assistere o partecipare all’interno di quella strana dimora del piacere, il secondo avviso risultava più bizzarro ancora.

‘’SE L’USCITA DA QUESTO SCONCIO LABIRINTO SESSUALE TU VUOI TROVARE, L’ORGASMO TU DEVI NECESSARIAMENTE CONSEGUIRE’’

In pratica il gioco consisteva nell’entrare in quell’enorme labirinto artificiale e cimentarsi poi nel trovare l’uscita tra le varie incognite a loro ancora sconosciute, l’unica soluzione possibile per aprire la porta finale e vincere quel gioco indecente a quanto pare era per il partecipante quella di raggiungere l’orgasmo completo.

‘’QUESTO GIOCO E TROPPO HOT PER NOI’’ Fece un coscienzioso Michele ma ormai Aryanna era incuriosita a tal punto che non voleva rinunciare nel provarci.

Rimasero a tergiversare davanti l’ingresso per diversi minuti finché una coppia non gli passò vicina, saranno stati entrambi sulla quarantina lei magnifica indossava un vestitino nero aderente mentre il lui anch’egli ben messo alto e fisicato in particolare indossava dei pantaloni bianchi e una notevole camicetta azzurra. Nessuno dei quattro disse nulla ma ci fu un rapido scambio di sorrisi poi quella coppietta continuando la camminata sparì all’interno della struttura.

‘’ENTRIAMO ANCHE NOI’’ la decisione fu finalmente unanime per una volta avevano deciso di provare qualcosa di nuovo e d’avventurarsi all’interno di quell’insolito gioco, libertà assoluta per i partecipanti e vittoria al migliore o alla migliore in fatto di orgasmi.

‘’AHHHHHH AHHHHH SIIIIIIIIIII METTIMELO DENTRO OHHHH AHHHHHH GODOOOOOOOOOOOOOOO’’ Quelle urla di piacere furono il loro benvenuto, sembrava proprio che una donna stesse godendo alla grande, quelle grida riecheggiavano dappertutto! Le pareti della struttura erano tutte identiche ed inviolabili non si poteva scorgere nient’altro che le proposte di percorsi tracciati dalle frecce sul pavimento. Il tutto era molto confuso ci si poteva solamente affidare alla propria intuizione.

‘’ANDIAMO A DESTRA!’’ ‘’ANDIAMO A SINISTRA!’’ Manco due minuti che avevano iniziato a giocare che già ricercavano due direzioni opposte e così decisero di diversi temporaneamente, Michele era incuriosito da quella voce che godeva a più non posso, forse era la tipa col vestitino nero entrata prima? Avrebbe proprio voluto vedere a che donna appartenessero le urla e chi se la stesse ingroppando a quella, il suo coso nei pantaloni improvvisamente si indurì e lui si ritrovò a correre senza una meta precisa ed ecco a voi la scena del maritino col cazzo duretto che si prodigava come un forsennato alla ricerca di quest’altra donna all’interno dei corridoi e di tutte quelle stanze enigmatiche.

Aryanna si ritrovò sola, lei aveva deciso di svoltare in direzione diversa e poi sempre lei decise di svoltare ancora e ancora tra le stanze finché non lo vide.

Un nero enorme un colosso un armadio di muscoli a non finire, un uomo non proprio dal viso avvenente ma di stazza imponente dalla prestanza fisica assoluta e sì era lui! Il bull del labirinto. Sereno e sorridente stava lì coi suoi denti bianchissimi i quali contrastavano a meraviglia con la carnagione scura e per la cronaca era completamente nudo. In mezzo alle sue gambe un cazzone enorme, duro virile pronto per entrare dentro qualche bella fica.

Aryanna appena vide quel cazzo non poté credere ai suoi occhi, non avrebbe mai potuto immaginare che potessero esistere verghe del genere. Con l’acquolina in bocca sentì subito crescere in lei un desiderio assai assillante quanto immorale di farsi vergare da quel membro enorme, si sarebbe fatta castigare, si sarebbe fatta farcire la pagnotta spalancando le cosce a quel bruto e poi sì l’avrebbe lasciato fare a suo piacimento assecondandolo al suo volere.

L’uomo toro le si avvicinò, lei imbarazzata distolse lo sguardo ma non riusciva in nessun modo a eludere l‘immagine mentale di quel cazzo così grosso, era qualcosa di troppo invitante per lei farsi scopare da un membro del genere anni di godimento sessuale da recuperare.

Capitolò in breve e vinta dalla tentazione si avvicinò lei quasi a sfiorare l’uomo toro.

‘’ARYANNA! ALMENO A TE FINALMENTE T’HO RITROVATO’’ era Michele che arresosi aveva abbandonato l’idea sulla ricerca dell’altra tipa e ora in cerca di altre novità voleva proseguire in quel gioco lascivo con sua moglie.

Il marito quando poté focalizzare bene la scena rimase pietrificato, non aveva mai visto sua moglie Aryanna così vicina ad un altro uomo e di certo mai vicina a un colosso del genere. Sì immagino facilmente quello che sarebbe successo da lì a poco. Quell’omone nero l’avrebbe posseduta.

Aryanna guardò incerta Michele che inaspettatamente non si oppose minimamente, non diceva niente riusciva solamente ad abbozzare un sorriso confuso misto tra stupore libidine e angoscia ma una cosa era inconfutabile ossia qualsiasi cosa stesse pensando il cazzo nei suoi pantaloni era sul punto di scoppiare.

‘’AMORE SE FACCIO QUALCOSA CHE NON TI VA MI FERMI VA BENE? ‘’ Quella fu l’ultima richiesta di Aryanna a suo marito prima che lei tornasse a posare lo sguardo sul Bull, dopo qualche istante si fece coraggio e guardo sotto proprio in direzione del cazzo di quel maciste, era ancora enorme! Avvicinò lentissimamente la mano destra in direzione del coso di quel grezzo, col palmo gli afferrò delicatamente l’asta. Ormai Aryanna non ragionava più era troppo eccitata.

Quel tipo l’avrebbe scopata più che adeguatamente anche se carente di viso sicuramente il cazzo lo sapeva adoperare pensò lei, avrebbe finalmente provato per la prima volta ad essere riempita da un’energia pazzesca, rinvigorita d’un bel cazzo duro come il marmo. Non chiedeva a quell’essere di certo la bellezza ma la prestanza sessuale quella sì e lei per una volta non se lo sarebbe negato per nessuna ragione al mondo quel piacere.

Il toro umano con le sue possenti braccia nere la cinse e la avvolse intimamente, Aryanna indossava tacchi minigonna e vestitino rosso in quel preciso momento sentiva la sua fica pulsare e inumidirsi al sol pensiero di quello che le sarebbe entrato dentro.

Michele guardava meticolosamente tutto quanto e vedere quel cazzone scoparsi sua moglie lo mandava su di giri ora si che aveva capito cosa glielo faceva diventare duro a lui, dopo un primo momento di tentennamento iniziale iniziò a tifare per il Bull.

La monta fu spettacolare, ignoranza pura. Stesa a terra lei vestitino a contatto col nudo pavimento, lei gambe divaricate a dismisura Il cazzone nero che le apriva la fica a ripetizione, non aveva mai sperimentato neanche vagamente nulla del genere, il toro senza mai fermarsi la penetrava e la ripenetrava ancora ‘’AHHHHHH SIIIIII OHHHHH GODOOOOOOOOOOOO ‘’ ‘’AHHHHHHHHHHHH ANCORAAAAAAAA SFONDAMIIIIIII AHHHHHHHH’’

Quando arrivò il momento di farsi fare il culo non si tirò di certo indietro ma non era abituata a quelle dimensioni colossali, la prima penetrazione a pecorina la fece vacillare in avanti, strinse i denti per trattenersi dallo sforzo e cercare di mantenere un assetto composto nel ricevere in culo quel grosso palo nero, si sentì spalancare la porticina segreta, farselo mettere impietosamente nel sedere davanti al marito la imbarazzava come non mai ma al tempo stesso le piaceva da impazzire essere scopata in quel modo, il bull continuò a sodomizzarla per una buona manciata di minuti finché come se nulla fosse con un grugnito animalesco non le spruzzo tutto il culo di seme caldo.

Michele si avvicinò ad Aryanna e lecco avidamente quello che fuoriuscì dagli orifizi fumanti, i pantaloni di lui risultavano alla vista macchiati infatti era riuscito a sborrarsi addosso alla sola visione di tutto ciò.

Estasiato non si lasciò sfuggire l’occasione, volle assaggiare una nuova forma di sessualità per alimentare il suo più basso piacere lubrico perciò si mise a quattro zampe anch’egli si abbasso i pantaloni insudiciati della sua stessa sborra e lo slip avendo cura di mettere il culetto peloso ben in vista ostentandolo in segno di sfida dopodiché si limitò soltanto ad aspettare. Una grossa ombra gli si avvicinò.

Un poco zoppicanti metaforicamente parlando ma raggianti, mano nella mano i due coniugi uscirono insieme dall’ultima porta di quel misterioso labirinto.

Aryanna aprì gli occhi…

Era mattina le cinque e venti per la precisione e sul lettone accanto a lei c’era suo marito che ancora russava. Il suo visino era un qualcosa di troppo coccoloso, quelle guance così paffute! Quella pancetta morbida che le fungeva spesso anche da cuscino lei il suo uomo per quanto riguarda l’amore non l’avrebbe mai scambiato per nessun altro al mondo.

Nel suo ronfare Michele era pure riuscito a scoprirsi interamente facendo cascare il lenzuolo a terra, con delicatezza lei lo raccolse e glielo rimise per ricoprirlo adeguatamente.

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