STORY TITLE: Seratina al privée 
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Seratina al privée

by cornutoestivo
Viewed: 93 times Comments 0 Date: 18-04-2026 Language: Language


Nell’intraprendere il viaggio di ritorno nella nostra città, non appena usciti dal centro urbano di Roma, chiesi a mia moglie quali fossero stati i suoi programmi di lavoro nei giorni a seguire, mi disse che in previsione del viaggio a Roma che avevamo appena concluso aveva chiesto ed ottenuto il godimento di tre giorni di ferie, era quello che avrei voluto sentirmi dire, stavamo intraprendendo il viaggio di ritorno nel pomeriggio di un sabato, immediatamente realizzai nella fantasia la possibilità di lasciar proseguire il senso del divertimento con cui affrontammo tale viaggio..

“..amore sei sazia di quello che hai avuto con Sergio?”
“..e da quando in qua secondo te dovrei esser sazia? Per quello che anche tu hai saputo darmi..?”“..molto bene, era quello che auspicavo, ti propongo una coda al divertimento..”
“..sentiamo..”
“..quante volte ci siamo trovati a parlare tra noi a proposito della possibilità di poter vivere, anche se per una volta soltanto, una serata in qualche pivée?”
“..è vero, ne abbiamo parlato spesso, che intenzioni avresti?”
“..vorrei accarezzare l’idea di potertici portare, magari questa sera stessa..”
“..e come pensi di poter organizzare la cosa?”
“..ci fermiamo un attimo in autogrill, consulterò la rete per poter prenotare una stanza d’albergo, magari non lontano dal locale, poi ce ne andremo a cena e poi ancora ce ne andremo tra le braccia dell’imprevedibilità, sei d’accordo?”
“..ma tu sai già che non potrei esser non d’accordo con te, ma dimmi una cosa, da quant’è che hai già organizzato tutto? Perché tu hai già ben chiara la cosa..”
“..no, questa volta non c’è nulla di preordinato, o meglio, di preordinato c’è soltanto il brivido particolare relativo al pensiero di volertici prima o poi portare, lo sai già, lo sai da sempre..”
“..quindi mi stai dicendo che la cosa ti è salita dentro in questi frangenti del momento? Mi sembra essere tutta una strategia ben consolidata..”
“..no, te lo ripeto, questa volta ti assicuro che ti sbagli, non ho organizzato nulla, ho voluto prima sapere da te i tuoi programmi, e quando mi hai messo al corrente delle tue ferie aggiuntive ho pensato che forse sarebbe stata la serata giusta, siamo qui, lontani da casa e senza esigenze di un rientro affrettato, per cui..”
“..e dove si troverebbe questo locale?
“..ecco, questa è l’unica ammissione da poterti offrire, è un locale che seguo da tempo, si chiama “……”, lo seguo da tempo un pochino per via di ciò che se ne legge in rete, è ben recensito, ed in seconda ipotesi è abbastanza lontanuccio dalla città, su di una delle vie consolari romane, certo è che, però, non possiamo escludere la possibilità di poterci incontrare qualcuno di nostra conoscenza, in quel caso potremmo facilmente difenderci dalle malignità dimostrando che siamo davvero marito e moglie, pertanto, fino a prova contraria, liberissimi di poterci comportare come cazzo ci pare e piace, quindi cosa potremmo temere? Ciò che mi preoccuperebbe maggiormente sarebbe soltanto la presenza di qualche famigliare, ma come sai, il resto della nostra famiglia si trova a 350 km da qui, nessun timore, non sei d’accordo?”
“..si certo, su questo sono assolutamente d’accordo con te..”

Poi, per far si che la tensione tra noi scemasse le raccontai di un episodio..

“..mi è capitato di aver letto (sempre in rete) di un episodio davvero incredibile, dove si è condensato in una sola serata il massimo della sfortuna, cosa che a noi non potrà capitare..”
“..a cosa ti riferisci?”
“..mi riferisco ad un episodio capitato in un privée del nord, insomma, per fartela breve, due coniugi organizzarono una cena separata, lui ufficialmente in compagnia di amici nel dopo calcetto, e lei con amiche della sua stessa palestra, salvo poi doversi ritrovare in compagnia dei reciproci amanti all’interno del privée in oggetto, capisci? Situazione imbarazzante a dir poco, persino nell’impossibilità dal doversi dare una colpa soggettiva reciproca, le cronache narrarono di un battibecco notevolmente acceso tra i quattro, al punto tale da dover essere allontanati forzatamente dal locale grazie all’opera di diversi nerboruti bodyguad, o buttafuori, chiamali come vuoi, però le cronache non riportano di nessuna prosecuzione di lite al difuori, per cui chissà come potrà essere andata a finire?

La grossa e grassa risata che mi fece fare mia moglie fu fantastica..
“..e come vuoi che sarà andata a finire? A scopare tutti e quattri insime, è logico..”

Dopo aver terminato di sorridere abbondantemente tra noi tornò il dialogo, lei disse..

“..ok, si può fare, ma voglio prenotare io una stanza d’albergo, dove voglio io, senza nessun tuo suggerimento, così quella che avrai eventualmente già prenotato tu te la dovrai pagare lo stesso.. ah aha ah..”
“..amore non ho prenotato ancora nulla, e non ho prenotato nemmeno l’ingresso nel locale, che si deve necessariamente dover fare, ho letto che questo è dovuto alle nuove disposizioni del dopo covid, non mi chiedere qual è la motivazione, non ne sono al corrente, ma di questo si tratta..”
“..bene, allora effettuerò io stessa anche tale prenotazione, così se risulteremo già prenotati non ci sarà nemmeno bisogno di dirti nulla, proseguirai muto verso il ritorno a casa..”

Facendo assoluto affidamento sulla mia tranquillità, mi fermai al primo autogrill, il primo che incontrammo, non eravamo ancora molto lontani da Roma, mia moglie prese il suo telefono, mi chiese quale fosse il quadrante della città in cui si trovava il locale, glielo dissi, si pose alla ricerca dei vari hotel esistenti nel quadrante stesso, ne scelse uno a caso e prenotò, poi si collegò alla pagina del privée e prenotò le nostre presenze, non le risultarono essere già preordinate, il suo piccolo sogghigno di soddisfazione non poté nasconderlo, ci prendemmo un caffè e ci avviammo in direzione dell’hotel, non prima di esserci scambiati un bacio, le dissi..

“..grazie amore mio, ti assicuro che ci divertiremo, ma soprattutto sarai tu a divertirti..”

Mia moglie, come al solito si abbigliò in modo giusto, non in modo volgare ma certamente adatto alla serata, eravamo in Gennaio, un buon soprabito coprì tutto, una prelibata cena in un locale non molto lontano dal privée ci consentì di poter raggiungere l’orario giusto, parcheggiammo e poi ci dirigemmo presso la reception, esibimmo i nostri documenti, pagammo una cifra irrisoria riservata alle coppie e poi ci dirigemmo presso il guardaroba, mia moglie si tolse il soprabito e subit, all’istante, raccolse sguardi da parte di altri mariti presenti in loco, raccogliendo in ogni caso anche notevoli sguardi ed ammiccamenti anche da più di qualche moglie presente, ovviamente sguardi leciti e fedeli al programma che può svolgersi nei meandri di un locale a tema, dove può accadere di tutto, come non può accadere nulla, ce ne accorgemmo nello svolgimento della serata stessa.
Ci immergemmo con una buona dose di phatos nella penombra del locale, subito ci colse lo sguardo di quello che avveniva sulla pista da ballo, dove bellissime donne si dimenavano in sensualissime danze contornate da molti uomini che le toccavano in ogni dove, ed a tal proposito dissi a mia moglie..
“..amore non reagire male se dovessi sentirti palpata sul sedere, qui dentro è una cosa che può accadere..”
“..è stato già fatto, c’è questo biondino dietro di noi che lo ha fatto già diverse volte..”
“..ma davvero? Non ti ho sentita protestare..”
“..e perché dovrei protestare? Non siamo mica in chiesa..”

La prima nostra sosta la facemmo al bar, eravamo entrambi già colti da un senso di arsura, avevamo desiderio di bere, il biondino continuava ad essere interessato a noi, restando decisamente alle nostre calcagna, in locali di quel tipo è consuetudine che, quando si nota un gruppo composto da tre persone (quello che apparivamo esser noi) nessun altro deve potersi accodare, per non lasciar adito alla nascita di possibili confusioni che potrebbero sfociare in liti, col biondino non ci avevamo scambiato ancora nemmeno una sillaba, ma mia moglie mi disse che già molto spesso si era sentita palpata sulle chiappe, ed il fatto che lei non intese elegantemente porre un diniego a questo, mi rese più che chiaro quello che sarebbe potuto accadere con lui durante l’arco della serata, il biondino, si accomodò su di uno sgabello del bar ponendosi di fianco a mia moglie, io lasciai che ci potesse tampinare, la mia dea mi disse..

“..lascialo fare, non mi dispiace il bimbo..”

Allora, vista la positiva decisione di mia moglie, lo guardai meglio, mi apparì essere notevolmente giovane, non più di una 30ina di anni, come in effetti ebbi poi modo di poter appurare in seguito, in quel momento assunsi nuovamente consapevolezza che i ragazzi giovani sono nella trasgressione particolarmente colpiti dalle donne mature, forse per via del complesso di Edìpo? Chissà.
Ci guardavamo in giro per un senso di curiosità, i nostri occhi stavano pian piano abituandosi alla penombra che ci circondava, il biondino non si decideva ad attar bottone con mia moglie seppur fosse davvero vicino a lei, si, non attaccava bottone ai miei occhi, ma con parte del corpo di mia moglie lo faceva davvero in forma audace, perché lei poco dopo mi informò che le aveva attaccato la sua mano tra le sue cosce..

“..amore sai che è arrivato fin dove le mie cosce non sono più protette dalle mie autoreggenti? Che faccio? Il ragazzo mi piace, e mi sembra essere anche molto educato..”
“..amore sei tu a decidere cosa fare..”
“..adesso gli chiedo come si chiama..”

Eravamo abbastanza lontani dalla zona in cui la musica imperversava, per cui potei ascoltare il loro dialogo, iniziò mia moglie, che sorridendo gli disse..
“..non sarebbe il caso di dirmi almeno il tuo nome? Mi stai palpando da diverso tempo senza nemmeno presentarti, non è educato farlo..”
Con un gran bel sorriso stampato sulla bocca rispose..
“..hai pienamente ragione e mi scuso per non averlo fatto prima, ma dovevo riuscire a capire se la mia presenza fosse accettata o meno, in ogni caso mi chiamo Giuseppe, ho 29 anni, abito a Firenze, dove lavoro (ci disse anche della sua professione, che li per li ci fece sentire anche un pochino intimoriti, ma ci rassicurò nel dirci che non fosse li in maniera ufficiale ne per controllare la legalità o meno degli accadimenti, avrete senza dubbio capito..) ma sono di Roma, ogni qualvolta torno in visita ai miei genitori di tanto in tanto mi concedo una serata di libertà di questo genere, ne sono da sempre affascinato, e questa sera all’entrata del locale ho incontrato la maestosità del genere femminile che piace a me..”
Ci fu comprensibilmente tra di noi qualche attimo di stallo, poi fu lei a ritrovare parola..
“..grazie, allora provo a presentarti mio marito, per sapere cosa ne pensa di un complimento di questo genere rivolto alla moglie..”
Ci presentammo, continuammo ad interloquire amabilmente tra tutti e tre, ci raccontò molto di se, dicendoci persino che fosse in compagnia di un suo amico, che ovviamente ignorava dove fosse in avanscoperta e che si sarebbero ritrovati presso l’auto a fine serata, lo mettemmo al corrente che per noi era davvero la prima volta che mettevamo piede in un privée, seppur non essendo affatto una coppia novizia, seppur notevolmente di un’età più grande della sua, gli confessammo che noi, personalmente eravamo già molto bene a conoscenza delle dinamiche che all’interno dello stesso potessero susseguirsi, non volevamo apparire ai suoi occhi troppo profani, ma gli chiedemmo di farci da cavaliere accompagnandoci nel buio dei meandri dei vari luoghi per poterci far prendere visione di ciò che accadeva, vista la differenza di età che appariva evidente tra noi tre volevo che si capisse agli occhi degli astanti che fossimo un trio già formato, ma in cuor mio avevo una motivazione più che valida, ovvero, rendendo ben noto che fossimo in sua compagnia avrei potuto evitare a mia moglie l’insorgere di altri innumerevoli palpeggiamenti da parte di altri utenti, si prestò con piacere al nostro desiderio, per cui prendemmo a gironzolare, ben sapendo che lui tenesse ben stampate le sue mani sulle chiappe di mia moglie durante tutto il tragitto, alcuni luoghi ci affascinarono davvero, alcuni altri assolutamente no, non erano affini al nostro modus vivendi, per cui ce ne stemmo alla larga con piacere, per esser più precisi niente performances sado maso, ne stanze in cui ci fossero un numero di presenze esagerato, niente gang bang, per noi troppa promisquità, ma assolutamente rapiti in modo piacevole da una stanza in cui una sola lady avesse innanzi a se una fila ordinata di uomini da soddisfare oralmente, con relativa presenza accanto a se del probabile marito intento a regolamentare tale coda ed altresì intento a raccogliere ciò che la sua presunta moglie inevitabilmente destinava alle sue mani, fazzolettini usati, incarti relativi all’apertura di preservativi, relativo ritiro di quelli pieni e quant’altro prodotto in quelle circostanze, mia moglie in quel frangente mi guardò dritto negli occhi lasciandomi cogliere il suo senso di ammirazione per quella moglie.
Dopo vario girovagare ed aver avuto contezza dell’infinito panorama delle passioni sessuali, giungemmo in prospicenza di una zona quasi completamente immersa nel buio, con relativo bodyguard posto in bella evidenza all’ingresso, il nostro accompagnatore (Giuseppe) evidentemente molto ben informato, ci mise al corrente di considerarla una zona riservata alle sole coppie, senza la presenza di un eventuale terzo o più accompagnatori, per le coppie che avessero eventualmente amato compagnia c’erano a disposizione altre stanze in un altro corridoio, stanze che potevano esser tenute chiuse una volta dentro oppure volutamente lasciate aperte a chi avesse voluto fruire anche della sola visione senza poter partecipare attivamente, quella grande stanza protetta dal bodyguard aveva il privilegio di poter essere adibita anche al più che classico scambio di partner, seppur non affatto obbligatorio, ce ne sarebbe stata soltanto l’eventuale tacita accettazione, quello che a me però colpì maggiormente fu determinato dal fatto che tale stanzone fosse delimitato nel suo perimetro non da pareti, bensì soltanto da una serie di grate di legno, senza alcuna vegetazione, ne vera ne finta, che lasciava in bella mostra tutto ciò che in prospicenza di essa poteva accadere, ovviamente era ben visibile tutto ciò che non erano gli accadimenti perpetrati nel buio inoltrato della stanza, attraverso quella grata si determinava una barriera tra chi era all’interno e chi transitava fuori (come noi stavamo facendo) ma ad un certo punto, nei pressi di tale grata, notammo un certo movimento, ci avvicinammo maggiormente per osservare meglio, e quello che vedemmo sia a me che a lei ci affascinò non poco, in sostanza, una coppia che beatamente se ne stava seduta sul divano attiguo a tale grata, aveva la sua componente femminile costantemente impegnata nell’arte orale nei confronti di chi si proponeva dall’altra parte della grata, senza poter contare da parte del maschio che si proponeva alle attenzioni della donna neanche la minima possibilità di poterla toccare, insomma, dalle informazioni che avevo preso nei mesi precedenti, in proposito agli eventuali accadimenti che potevano avvenire all’interno di un privée, quello che vedevo somigliava moltissimo ad una sorta di glory hole, con la differenza di poter vedere (ma non toccare nel resto de corpo) con chi si aveva a che fare, fu inevitabile guardarci tra me e la mia consorte, mi si avvicinò per dirmi qualcosa in un orecchio..
“..stupenda situazione amore mio, a fine serata, prima di andarcene verremo a sederci su quel divano, quanti preservativi hai nelle tasche..?”
“..amore mio non è un problema, qualcuno ce l’ho, ma se hai notato, sul bancone del bar ce n’è una ciotola colma ed a disposizione di chi se ne vuole servire..”
“..io ti consiglierei di andare a farne incetta..”
“..che intenzioni hai?”
“..credo che prima mi porterò, anzi, ci porteremo Giuseppe al chiuso di una stanza, mi piace, mi farò scopare, e tu se vorrai potrai divertirti come al solito a guardare ed a fotografarci con il tuo smartphone, sempre che lui fosse disponibile (lo fu) poi verremo a fare una capatina in questa stanza, per cui adesso andiamo di nuovo al bar, e mentre beviamo te ne procurerai una buona scorta..”
Giuseppe non ascoltò il nostro dialogo, ci accompgnò nuovamente al bar per rinfrescare le nostre gole e mentre loro dialogavano amabilmente io feci incetta del materiale di cui mia moglie mi consigliò di fare, dopodiché riprendemmo sempre in sua compagnia il tour turistico dei meandri nascosti del locale, Giuseppe però, astutamente riprese dal piano rialzato, dove c’erano le stanze a disposizione delle eventuali e concordate performances, mentre eravamo come poco prima impegnati nell’osservare gli accadimenti incontrò il suo amico, anch’esso un bel ragazzo, all’incirca della sua stessa età, gli chiese come andasse e lui gli rispose che c’era una ressa tale da rendere impossibile qualsiasi approccio, ma aggiunse..
“..vedo che tu sei in splendida compagnia, sei stato fortunato..”
“..si, ti presento questa splendida signora, e lui è il marito..”

Tesi educatamente la mia mano e facemmo conoscenza, sinceramente mi sfuggì il nome, ma fu poco importante, in quei precisi momenti, sia io che Giuseppe notammo una stanza che si era appena liberata, ci bastò un’occhiata tra noi, prese la mano di mia moglie e la condusse all’interno, lei ovviamente ci si lasciò condurre, sapeva benissimo che prima o poi sarebbe dovuto accadere, io però azzardai qualcosa in più, il suo amico era davanti a me, posi una mano sulla sua spalla e quasi lo spinsi all’interno della stanza, in un lampo accarezzai l’idea di poter vedere mia moglie alle prese con due uomini contemporaneamente, cosa fino a quel momento spesso bramata ma mai messa in atto, ci sarebbe stato davvero da divertirsi, tutti e quattro ci chiudemmo la porta alle spalle, dissi a mia moglie..
“..amore te la senti di averli tutti e due per te..?
“..mi sembrerebbe il minimo, siamo qui, approfittiamone, anche se è una cosa per me e per noi del tutto nuova..”
Il primo a denudarsi fu Giuseppe, e mentre lo faceva, usando una notevole foga, aiutava anche mia moglie a denudarsi, il suo amico sembrava inebetito, non riusciva a sbottonarsi nemmeno la camicia, improvvisamente disse..
“..scusatemi, non ce la faccio, non ero preparato a questa cosa, perdonatemi, io vi aspetto al bar..”
Nessuno di noi profferì parola, tantomeno Giuseppe, che si scusò ulteriormente per il comportamento del suo amico, ma noi potemmo capire, forse il fatto di doversi poi confrontare con il suo amico lo intimorì, al momento dell’apertura della porta per lasciarlo defluire qualcuno cercò di prendere il suo posto cercando di intrufolarsi, che io però seppi respingere, il desiderio di poter vedere mia moglie impegnata con due uomini mi salì nei desideri soltanto perché si sarebbe trattato di due amici tra loro, niente prepotenze, niente liti e nessuna possibile gelosia, ma il caso volle che non se ne sarebbe fatto nulla..
Loro due però iniziarono a scopare innanzi a me, non si rivelò essere una ragazzo estremamente dotato, diciamo nella normalità, ma molto bravo, soddisfò pienamente mia moglie per più volte, e sottolineo in tutto, la sua non eccessiva dotazione gli consentì di poterla avere in modo totale, anche analmente, ma io sapevo dove fossero i pensieri di mia moglie.
In ogni caso, mia moglie fu da lui piacevolmente intrattenuta, per più di un’ora, è vero, non era dotatissimo, ma molto capace ed altrettanto resistente, il che non guastò affatto, dopodiché lo salutammo, lo ringraziammo, e ce ne restammo ancora un pochino in quella stanza tra noi, avevo voglia di abbracciarla, di coccolarla e laddove ce ne fosse stata possibilità, di ripulirla dagli odori dell’altro maschio appena avuto, arrivò ad esprimermi il suo dispiacere per non avermi potuto offrire lo spettacolo di poter esser presa da due uomini contemporaneamente..
“..non so perché, ma questa sera lo avrei fatto..”
Le risposi che non avrebbe dovuto sentirsene rammaricata, lei tornando ad essere splendidamente provocante aggiunse..
“..però adesso sai dove dovrai portarmi, andiamo..”
“..si lo so, certo che andiamo, ma che intenzioni hai..?”
“..soltanto una, quella di non mettere limite alla provvidenza, credo ti sia nota la mia propensione all’uso della bocca, no..?”
“..certo che mi è nota, dai, andiamo..”

Facemmo di nuiovo una piccola sosta al bar, dove ritrovammo sia Giuseppe che il suo amico, palesemente pentito della sua decisione, Giuseppe ci disse che lo mise semplicemente al corrente di non avere idea di cosa avesse perso, mia moglie lo ringraziò dicendogli..
“..non esagerare, sono una donna di una certa età, hai visto quante belle donne ci sono qui dentro?”
“..potranno esser anche belle, ma dovrebbero accettare la competizione con il tuo saperci fare, che ritengo essere notevole e da super femmina..”
Lo ringraziammo ancora, ci lasciò il numero del suo cellulare e ci dirigemmo verso la nostra méta agognata che sapevamo..
Nessun ostacolo all’ingresso, al bodyguard bastò prender visione del nostro esser coppia, allentò il cordone di chiusura lasciandoci effettuare l’ingresso augurandoci buon divertimento..
Oltre all’evidente fila di divani a ridosso della grata ce n’erano anche un buon numero al centro, tondi, di grande forma, potenzialmente adatti a contenere più persone, probabilmente li per esser utili a potersene servire a chi avesse voluto effettuare uno scambio di coppia in simultanea, di situazioni del genere ne notammo in effetti più d’una, ma a noi non interessava, cercammo con gli occhi l’eventuale disponibilità di un divanetto a ridosso della grata, che individuammo e che facemmo nostro in un batter baleno, dopo esserci accomodati mia moglie mi disse..
“..ho voglia di premiarti cornuto, mettiti in ginocchio e leccami la fica, avanti, ubbidisci..”
Ovviamente non avrei avuto bisogno di un ordine così perentorio, si trattò di qualcosa che avrei auspicato mi fosse stato chiesto anche senza ordine, ma sottostare ad un suo preciso è per me pur sempre qualcosa di inebriante, però io ero ben a conoscenza del vero scopo che aveva mia moglie nel lasciarmi divertire con le sue carni bagnatissime, ed ovviamente prive di mutande, era quello di mostrare all’esterno della grata di esser li in bella mostra e disponibile, non passarono che pochi secondi ed il primo che si trovò a transitare mise in bella mostra tra i legni della grata un buon attrezzo, mia moglie gli chiese di indossare un preservativo, lui rispose di non non averne, lei lo rassicurò dicendogli..
“..li ha mio marito, aspetta, te ne faccio dare uno, meglio ancora però se te lo lasci indossare da lui..”
L’uomo rispose..
“..con vero piacere..”
Mio marito si alzò, ne prese uno nelle sue tasche, lo morse per aprirlo, poi, inginocchiandosi sul divano all’altezza di ciò che sporgeva dalla grata, fece in modo da indossarglielo, correttamente e fino in fondo, per poi dirmi in un orecchio..
“..amore, è pronto, è durissimo e notevolmente consistente, divertiti, ti supporterò fin quando ne avrai voglia, non abbiamo l’obbligo di un orario di rientro..”
Mia moglie diede il via ad una sua epica seconda parte della serata, nel frattempo si consolidò un buon numero di maschi in attesa, più di qualcuno ricevette dalle mie mani il necessario preservativo, si creò nel tempo susseguente, per un’oretta circa, un movimento ripetitivo, io che distribuivo preservativi dopo averli aperti, il maschio che lo indossava con il mio aiuto e mia moglie dedita senza sosta al pompaggio, fino a creare il presupposto affinché io stesso tornassi nuovamente in possesso dell’oggetto della distribuzione, ovviamente dopo che fosse stato debitamente riempito, che poi io puntualmente annodavo e mettevo da parte, so per certo che molti di voi che stanno leggendo potranno inorridire, ma per non aver modo di poterlo fare troppo facilmente dovreste provare ad immedesimarvi nella mia cerebralità di quei momenti, mia moglie procedeva come un inarrestabile rullo compressore, soltanto in un caso lei chiese ad un interprete di desistere, di abbandonare il gioco, perché non riusciva a portarlo a termine, a fine serata, o meglio, quando mia moglie decise che poteva bastare, ebbi modo di poter contare di essere in possesso di una 15ina di incarti strappati dai miei denti e relativi preservativi contenenti all’interno il materiale necessario alla procreazione umana..
Ce ne tornammo in albergo, durante il breve tratto che ci separava da esso mia moglie si addormentò sulla mia spalla considerevolmente esausta, dopo una rigenerante doccia ed una dormita fino al mattino perpetrata senza soluzione di continuità, ci creò il presupposto per una felice ripartenza, non parlammo mai dell’accaduto, non ce n’era bisogno, sapevamo entrambi che avevamo vissuto una serata difficilmente ripetibile, e così fu.
Ci dicemmo soltanto vicendevolmente il nostro propedeutico..

“..ti amo..”

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