STORY TITLE: Il direttore sanitario 
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STORY

Il direttore sanitario

by annamarco
Viewed: 659 times Comments 4 Date: 12-07-2026 Language: Language


Aveva appena salutato l'ultimo paziente della giornata. Lo stava osservando mentre pagava il ciclo di trattamenti che aveva appena finito. Aveva sentito l'importo: “sono dieci sedute di fisioterapia da 45 minuti, 4 trattamenti Tekar, la valutazione iniziale” quella che lei stessa gli aveva fatto all'inizio dei trattamenti ed era durata quasi due ore “il tutto mille e quattrocento euro, carta o bancomat?”. Non era stanca di lavorare ma stanca di lavorare per quel misero stipendio che le davano alla fine di ogni mese. Facendo un rapido conto il suo lavoro portava alla struttura almeno dieci volte quello che era il suo stipendio. Lei sapeva quanto il suo lavoro fruttava.
Laura era una fisioterapista di prim’ordine ed erano molti che cercavano espressamente lei quando si rivolgevano alla struttura in cui lavorava.
Da tempo le balenava un pensiero: “Mettersi in proprio!”.
Le spese sono tante e doveva trovare almeno un altro paio di colleghe per ammortizzare l'investimento. Una c'era: una sua collega, altrettanto brava, anche se più giovane e meno esperta ma che la pesava come lei.
Cominciarono a fare progetti più seri cercare un'immobile dove iniziare, cercare altre colleghe, cercare dei medici che volessero visitare presso di loro. Insomma volevano creare dal nulla un poliambulatorio.
Il primo passaggio parlare con il marito per valutare l'impatto sul bilancio della famiglia: “non avrò più un introito fisso e all'inizio forse non guadagnerò nulla amore ce la facciamo con il tuo stipendio?”. Ma il passo era deciso. Erano convinte che tutti i clienti avrebbero emigrato da loro, erano convinte che i sarebbero aggiunte altre due amiche e che molti medici avrebbero deciso di fare le loro visite nel bellissimo immobile in cima a un altissimo edificio direzionale. Infatti vevano trovato una sede prestigiosa.
Con i pochi risparmi loro e soprattutto con i soldi dei loro mariti, affittarono il settimo piano di un palazzo moderno, lo arredarono con stile, acquistarono macchinari di ultima generazione. Erano pronte per inaugurare ma mancava solo un direttore sanitario. La socia di Laura contattò un medico con cui aveva collaborato. E arrivò Luigi, quarantenne, sposato con una signora di una bellezza insignificante ma pretenziosa, due figlie adolescenti e quindi, soprattutto, bisognoso di integrare lo stipendio ospedaliero.
All'inizio i clienti erano pochi e le spese fisse alte, forse più alte del previsto. Laura e la sua socia erano oneste e non spellavano i pazienti come faceva l'altra struttura e questo rendeva la situazione economica ancora più precaria di quanto avessero pensato. Per Laura e la socia cominciò un periodo grigio, tanto che decisero di tenere aperto anche nel mese di agosto anche se sapevano che non ci sarebbe stato movimento ma …. la struttura aveva bisogno di farsi conoscere e essere aperti quando tutti erano chiusi poteva essere un'occasione.
Naturalmente non erano necessario che rimanessero tutte e due e si divisero l'estate in turni uguali. La prima metà di agosto Laura era quindi sola a presidiare la struttura. Aveva deciso che suo marito e i figli dovessero andare comunque al mare e non restare a morire di caldo in città. Laura era sola nel suo poliambulatorio era sola a casa. I clienti erano pochi come previsto ma qualcosa ogni giorno si faceva. Certo i tempi morti erano la regola. L'unico che appariva con continuità era il direttore sanitario. Visitava la struttura e vi si fermava di più che nei mesi precedenti. Diceva che l'aria condizionata lì funzionava meglio che a casa sua.
Dal suo ufficio il direttore vedeva passare Laura che faceva tutto, rispondeva al telefono, trattava i pochi pazienti, faceva le fatture. Cominciava a studiarla. Lei non è il tipo di donna che indossa vestiti appariscenti ma spesso attira l'attenzione e piace proprio per il suo essere casual e spontanea, senza filtri e sovrastrutture. Lei senza pensieri e senza malizia si toglieva il camice e rimaneva in maglietta. Lui la guardava con curiosità crescente. Rimaneva turbato quando lei con naturalezza si sfilava il reggiseno senza togliere la maglietta. Non si era visto nulla ma lui fantasticava. Fantasticava quando lei andava nello spogliatoio e non chiudeva del tutto la porta. Non vedeva nulla, ma sapere che lei non l'aveva chiusa lo eccitava.
Luigi, cominciò non solo a guardarla, ma nei momenti morti ad avvicinarsi a lei per fare due parole. All'inizio le chiedeva dei pazienti. Le dava la sua opinione e il suo consiglio e lei gliene era grata. Poi pian piano i discorsi andarono sul personale e Luigi scoprì che lei era un po' triste. Era sola a casa perchè il marito e i figli erano in vacanza. L'unico contatto con la famiglia era una telefonata serale quando loro erano rientrati dal mare e lei aveva finito il lavoro. Per il resto non usciva e se sue serate spesso finivano con lei che i addormentava sul divano.
Dopo una simile confessione, lui non poteva rimanere inerte. “Visto che oggi si finisce presto e che nessuno ti aspetta scendiamo a prendere un aperitivo al bar qui sotto?”, propone Luigi. Laura ci pensò un attimo: “un aperitivo con un po' di stuzzichini che potevano sostituire la cena, perchè no?” e accetta.
Seduti al tavolo le chiacchiere proseguivano: gli hobby, i propri gusti, gli interessi. Nel frattempo la barista porta il primo giro di aperitivi. Entrambi avevano ordinato un cocktail che nel resto del mondo si chiama spriz ma che a Brescia chiamano Pirlo e servono con delle tartine. Le chiacchiere proseguivano e Laura sentiva che il rapporto non era più solo professionale. Lei, solitamente di poche parole, era diventa loquace con la complicità del secondo giro di aperitivi. Lei sentiva l'ebbrezza dell'alcool a stomaco quasi vuoto e ogni tanto si accorgeva di ridere a sproposito.
Uno sprazzo di coscienza porta Laura a ricordare:”devo salire a chiudere”. “Ti aiuto” la pronta risposta di Luigi. Le chiacchiere continuavano fitte anche tornando indietro e mentre aspettavano l'ascensore. Quando entrarono e le porte si chiudono, cala il silenzio. Si guardano. Lui l'abbraccia e la bacia. Lei resta un attimo rigida, poi sente il calore dell'abbraccio che la avvolge e la lingua di lui che cerca la sua e rispose con tutta se stessa.
Al piano le porte si riaprirono e loro due si ricompongono come due bambini che hanno appena fatto una marachella. Nessuno diceva nulla mentre lei riapriva la porta ed entrava. Il fresco dell'aria condizionata li avvolge. Lui la tira a se e la bacia di nuovo. Questa volta lei è pronta e rispose immediatamente al bacio avvinghiandosi a lui. Il contatto questa volta è voluttuoso, carico di un completo abbandono che rivelava le voglie nascoste, insoddisfatte, che esplodevano. Lei era una donna in forma e magra e lui non ebbi difficoltà a sollevarla senza che le loro bocche si staccassero. Appena sollevata da terra lei quasi istintivamente lo circonda con le gambe rivelando il tipo di contatto di cui aveva bisogno. Lui la porta sul lettino dei trattamenti e la depone a sedere. Le sfila la maglietta e le toglie il reggiseno rivelando due seni piccoli, una seconda forse, ma coronati da un bel capezzolo turgido, scuro e grande come una mora che l'allattamento dei due figli aveva lasciato particolarmente sporgente. La bocca del dottore si lancia su quel seno. Afferra i capezzoli tra le labbra e comincia a succhiali. Laura perde completamente il controllo, i suoi capezzoli sono sensibili e le danno un immediato piacere vicino all'orgasmo. È una sua caratteristica. Lui assiste incredulo all'eccitazione di lei che cresce rapidissima e la vede con stupore appoggiare la schiena sul lettino e aprire completamente le gambe. Lui capisce che lei ha perso il controllo e vuole una cosa sola: GODERE. Le alza la gonna leggera e si tuffa con la bocca tra le sue gambe. Una sorpresa. Invece dell'intimo sexy si trova davanti degli slip con pupazzetti che neppure un'adolescente avrebbe utilizzato. Li sfila e questa volta lo spettacolo è quello giusto: osserva una fica completamente aperta che sembrava urlare il suo bisogno di attenzioni, il suo bisogno di sesso!
Luigi comincia a leccarla ma come appoggia la lingua la sente esplode in un orgasmo. Vede gli umori di lei che colano sul lettino e si lancia con la lingua ancora più in profondità. “Che troia” pensa “non ho fatto in tempo a toccarla che è venuta”. Continua a leccare e i suoi colpi veloci che si alternano a lappate a lingua piatta più lente. Lei è aperta e con il bacino asseconda le leccate di lui. Luigi infila un dito dentro di lei e poi due e li muove freneticamente senza smettere di leccare il clitoride. Spinge le dita dentro di lei piegandoli verso l'alto per andare a stimolare quella zona spugnosa dove il dottore sapeva essere il principale centro del piacere. Lei si dimena, ha entrambe le mani sui seni e si strizza i capezzoli mentre li tira verso l'alto. Cazzo quanto sono lunghi. Sembra che stia venendo ancora. Lui allora si ferma. Si slaccia i pantaloni mentre con il piede abbassa il lettino e elttrico fino a farlo arrivare all'altezza giusta. In quei pochi secondi lei non ha smesso di mugolare. Ha solo spostato una mano dal seno alla sua fica sditalinadosi a più non posso. Lui le toglie la mano e le infila il cazzo dentro con un sol colpo. Lei spalanca gli occhi ed emette un urlo rauco quasi sordo. Si sente piena e stimolata fino in fondo alla fica da un cazzo di buone dimensioni. È più grosso di quello del marito ma in quel momento non fa confronti vive il momento ed è un momento di piacere perchè quando lui comincia a muoversi vigorosamente dentro e fuori, lei esplode ancora in un orgasmo più forte che stavolta accompagna con un urlo e una copiosa perdita di umori. È Venuta due volte in meno di dieci minuti e ora si lascia andare. Il corpo di Laura è morbido rilassato quasi abbandonato mentre lui continua a scoparla con forza. Lei è stesa sul lettino con il bacino vicino al bordo e lui in piedi tra le sue gambe che la tiene le caviglie mantenendole le gambe aperte. Lei forse per la prima volta lo guarda e gli sorride, lo ferma con un gesto e si gira mettendosi in ginocchio. Luigi capisce abbassa ancora il lettino per arrivare all'altezza giusta e comincia a scoparla da dietro. Lei sente le onde del piacere che passano sul suo corpo mantenendola in uno stato di piacere vicino all'orgasmo ma continuo. Il tempo sembra fermo mentre lei assapora i piaceri di quella scopata e i suoi occhi si perdono sul panorama. Dalla finestra del settimo piano, i colori della città cambiano e lei vede il sole che tramonta mentre lei gode di un piacere lungo e dolce dato dai copi continui e ritmati del cazzo di luigi dentro di lei.
Il dottore sente che sta per venire anche lui. É indeciso se venirle dentro: “tanto ha già due figli al massimo fa il terzo”, o chiederle se prende la pillola. Ha tanta voglia di riempirla perchè sa che quella troia impazzirebbe al pensiero ma la sua coscienza prende il sopravvento. Si ferma e le dice: “sto per venire”. Lei veloce scende dal lettino e gli dice i stendersi a pancia in su. Gli prende in mano il cazzo: è davvero grosso ma lei non capisce, c'è una cosa strana, non è completamente duro. Questa è una cosa che la sorprende ma lei non si ferma a pensarci e si tuffa succhiarlo. È piacevole avere in bocca quell'asta grossa e gommosa e dopo poche succhiate sente il fiotto caldo che le riempie la bocca. Ingoia senza pensarci e ad ogni fiotto ingoia senza perdere una goccia come se ne avesse una gran fame. Continua a tenerlo in bocca anche dopo che era uscito tutto lo sperma assaporando fino all'ultima goccia come se ne volesse ancora.
Dopo la furia dei sensi si sedettero tutti e due sul divanetto della sala d'attesa. In silenzio. Nessuno aveva il coraggio di dire nulla.
Laura senza dire una parola andò nello spogliatoio e aprì la doccia. Voleva togliersi di dosso il sesso. Voleva lavarsi. Aveva tradito suo marito. Luigi la segue. Solo tra parole: “posso lavarmi anche io”. Lei rispose con un alzata di spalle. Sotto l'acqua fresca i sensi di colpa diventano piccini e vanno in un angolino della mente. I due corpi tornarono ad avvicinarsi. Lui comincia a carezzarle tutto il corpo con le mani coperte di bagnoschiuma e lei lo lascia fare morbida come una gatta in calore. Questo esercizio torna ad eccitare anche Luigi. Spruzza un po' di bagnoschiuma sul suo pene e guida la mano di lei. Lei esegue meccanicamente una pulizia molto simile a una sega, senza abbassare gli occhi, senza mai guardare il cazzo, ma tenendo gli occhi fissi in quelli di lui. Lui continua a insaponarla soffermandosi sui seni come se avessero bisogno di essere lavati più del resto. Poi le prende i capezzoli con due dita come a fare una pulizia di fino. Ricordava bene l'effetto che le aveva fatto poco prima e comincia a strizzarli e tirarli. Il respiro di laura si fa più profondo e comincia a sospirare. Lui tira i capezzoli verso il basso come fossero due redini con cui invita la sua puledra a inginocchiarsi davanti a lui. Lei lo fa senza opporre resistenza e ubbidiente comincia a succhiare il cazzo di lui che le cresce immediatamente in bocca, anche stavolta, senza diventare duro come lei si aspetterebbe. In fondo lo preferisce così e succhia, lecca e poi succhia di nuovo, mentre l'acqua fresca della doccia scorre su tutti e due.
Luigi la guarda. Vede la sua erezione crescere ma nota che anche lei prova piacere. La vede che più succhia e più si eccita. Per un attimo gli torna in mente un vecchio film porno dove la protagonista aveva il clitoride in gola. Mentre la vede eccitarsi prende una decisione la tira su, la gira, la fa piegare a novanta con le mani appoggiate sulla mensola porta sapone e comincia di nuovo a scoparla li sotto la doccia. La sente fremere sotto i suoi colpi e ogni tanto le assesta un sonoro schiaffone su quel bel sedere tondo e sodo. A ogni schiaffone i sospiri di lei aumentano e al terzo schiaffone lei è presa da un nuovo orgasmo. Le gambe le tremano e sembrano non reggerla sotto il peso del terzo orgasmo. Luigi la prende per i fianchi per sostenerla ma non smette di pomparla. Anche lui sta per venire ma questa volta le vuole venire dentro perchè vuole che quella troia sia sua. Così le afferra i fianchi con entrambe le mani e con una serie di colpi violenti accompagnati da un grugnito le fa sentire che le sta sborrando dentro. Lei riceve i colpi mentre le gambe ancora le tremano per l'orgasmo. Poi improvvisamente si raddrizza e istintivamente cerca di lavarsi. Cerca di lavare via il suo orgasmo, il seme del dottore, tutte le sue colpe e i brutti pensieri che stanno tornando a galla.
In macchina i pensieri si fanno più netti e dolorosi. “Non deve più accadere! Mio marito non lo merita. Sul telefono ci sono 4 chiamate non risposte. Sono di mio marito che voleva farle salutare i bambini. I bambini non lo meritano. Son stata una stronza. Non deve più accadere”. Le riflessioni ritornano in modo circolare a riproporsi nella sua mente mentre le lacrime di un pianto muto le solcano il viso. “E poi speriamo di non essere incinta. Non ci voglio neppure pensare. Domani inventerò una scusa con mio marito per non aver risposto. Domani metterò tutto in chiaro con il dottore. È meglio che non venga più”. Un pizzico di fiducia le allevia il dolore: la possibilità di mettere a posto le cose. Poi un pensiero strano: “però quanto ho goduto e come lo aveva strano il dottore. Era grosso ma non durissimo. Mio marito lo ha più piccolo, almeno tre o 4 dita di lunghezza in meno ma diventa durissimo e venoso. Quello del dottore resta come la canna dell'acqua. Cazzo smettiamola di pensarci non deve più accadere. Però cazzo come sono venuta, ho fatto una pozzanghera vicino al lettino. Con mio marito erano anni che non venivo così.” Questi i pensieri che frullavano nella testa di Laura mentre guidava verso casa e le lacrime gli rigavano il viso ma la bocca di tanto in tanto si atteggiava a un sorriso che lei cercava di reprimere: “Ma basta ho detto non deve più accadere”

POSTED 4 COMMENTS:
  • avatar apuleio Ottima la citazione, il clitoride in gola, Gola profonda!

    13-07-2026 18:26:17

  • avatar magicanotte "Ma basta...non deev più accadere" e poi capita il viaggio in cui non sappiamo trattenerci... un piacere leggervi e ammirarvi!!!

    13-07-2026 16:07:35

  • avatar Bel_Ami brava ... decisamente più coinvolgente

    13-07-2026 08:21:29

  • avatar maresole44 ...e poi...................

    13-07-2026 08:28:55






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