STORY TITLE: Giulia in vacanza 
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STORY

Giulia in vacanza

by Cornutamenteio
Viewed: 318 times Comments 1 Date: 13-07-2026 Language: Language


L'aria di Versilia era densa, un misto umido di salsedine e profumi costosi che si attaccava alla pelle mentre il sole dipingeva il cielo di arancione e viola. Ero al mio quarto mojito, il ghiaccio che sciogliendosi ticchettava contro il bicchiere mentre il rumore della musica e delle risate riempiva il famoso locale di Cinquale di cui non è il caso di fare il nome. A Roma, mio marito, il mio cornuto, probabilmente stava ancora lavorando, chiuso nel suo ufficio a fissare spreadsheet, e l'idea mi fece sorridere tra me e me. Questa libertà aveva iniziato come una leggera euforia, ma ora si trasformava in qualcos'altro, un calore che mi si espandeva dal basso ventre, un desiderio bruciante di cazzo e di sperma che l'alcol sembrava alimentare invece di sedare.

Mi alzai, le gambe leggermente instabili, e il mondo oscillò per un istante prima di stabilizzarsi. Mi diressi verso la zona piscina, dove l'aria era ancora più densa di cloro e desiderio non dichiarato. Un gruppo di ragazzi muscolosi sui trent'anni era appoggiato al bancone, i loro sguardi mi seguivano mentre mi muovevo, affamati di figa e senza vergogna. Uno di loro, con gli occhi scuri e un sorriso sfacciato, mi porse un bicchiere di vodka.

Per te,

disse, la voce roca.

Accettai senza esitazione, inclinai la testa indietro e bevvi tutto in un sorso solo. Il liquido mi bruciò la gola e parte di esso mi scivolò lungo il mento, finendo sul decollé della mia maglietta bianca, rendendo il tessuto trasparente e aderente alla pelle. I capezzoli mi si indurirono. L'uomo mi afferrò la vita, tirandomi contro di lui con forza sufficiente da farmi sentire ogni muscolo del suo petto contro le mie spalle e una nerchia durissima sul mio culo.

Un gemito mi sfuggì dalle labbra, un suono basso e involontario mentre mi abbandonavo a quella presa, senza resistenza.

Non ci furono presentazioni, solo mani. Moltissime mani che mi circondavano, esploravano. Una mi afferrò il seno attraverso il tessuto sottile della maglietta, il pollice che mi sfiorava il capezzolo già duro. Un'altra scivolò sotto la mia minigonna, le dita che mi accarezzavano la pelle interna della coscia, risalendo lentamente.

Troia bagnata,

sibilò qualcuno alle mie orecchie, e la parola mi colpì come una scossa elettrica, eccitandomi come una verità che bramavo sentirmi dire.

Mi trascinarono verso una cabana privata, le tende che chiudevano il resto del mondo fuori. Caddi in ginocchio sul morbido cuscino, il cuore che martellava nel petto mentre davanti a me apparivano tre cazzi già duri, estratti dai pantaloncini con gesti rapidi. Afferrai quello del ragazzo rasato, la pelle liscia e calda sotto la mia mano, e lo portai alla bocca. Il sapore era salato, metallico, e lo presi tutto sentendolo pulsare contro la mia lingua.

Mentre pompavo quella minchia nodosa avidamente, sentii qualcuno inginocchiarsi dietro di me. Dita aggressive mi strapparono il perizoma con un gesto brusco, e un istante dopo un cazzo duro come il marmo, non lunghissimo ma di orrima circonferenza mi penetrò senza preavviso. Il dolore e il piacere si fusero in un'onda calda che mi esplose nel basso ventre, costringendomi a gemere intorno al cazzo in bocca. Il ritmo divenne frenetico, passavo da un cazzo all'altro, le mani che stringevano le loro lunghezze mentre il corpo mi veniva preso da dietro con colpi profondi.

Succhialo tutto, puttana,

ordinò l'uomo di fronte a me, le mani che mi afferravano i capelli, guidando i miei movimenti. Obbedii, sentendo l'asta pulsare contro la mia lingua mentre le sue palle battevano contro il mio mento. L'uomo dietro di me aumentò il ritmo, i colpi che diventavano più selvaggi, e sentii il suo corpo irrigidirsi mentre la sborra calda mi riempiva, scendendo lungo le mie cosce. L'orgasmo mi colpì violentemente, onde di piacere che mi scuotevano mentre continuavo a succhiare.

Appena l'uomo si ritirò, un altro prese il suo posto, usando la sborra come lubrificante mentre mi penetrava ancora più profondamente. Uno dopo l'altro, gli uomini mi usarono come volevano, i loro corpi che si muovevano intorno a me in una danza caotica di desiderio. La sborra mi gocciolava dalla figa gonfia, qualcuno mi venne sul petto, un altro mi colpì la faccia con getti caldi di sborra che mi appannarono la vista.

Quando l'ultimo se ne andò, crollai esausta sul cuscino, il corpo che tremava ancora per gli orgasmi multipli. Mio marito a Roma sembrava un ricordo insignificante, una figura lontana in un'altra vita. Bene, pensai. Le tue corna sono cresciute. Leccai via un po' di sperma dal labbro, il sapore salato che mi riempiva la bocca, e sorrisi soddisfatta nel buio della cabana. Sporca di sperma, completamente loro, e più viva e puttana che mai. Prima di potermi alzare mi dovetti masturbare di nuovo...

POSTED 1 COMMENTS:
  • avatar ramos60 Fantastica bellissima scena narrata speriamo che sia stata anche unavventura reale sperando che sia una scena di vita vissuta. Ma una curiosita' dove eravate? In che ambito? Sei favolosissima complimenti

    14-07-2026 02:24:33






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