STORY TITLE: Vacanza a Vilcano. 
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STORY

Vacanza a Vilcano.

by singol69
Viewed: 286 times Comments 2 Date: 13-07-2026 Language: Language

Era un sabato del mese di agosto, il secondo giorno di una vacanza a Vulcano sulle isole Eolie. Quel sabato sera Maria è entrata in villa con un’energia diversa. Aveva ancora addosso il profumo del mare , ma intuivo che c’era qualcos’altro. Qualcosa nei suoi occhi.
appena se tolta il costume da mare prima di entrare in doccia, si è versata un bicchiere di birra si è seduta sul divano accanto a me.
“Francesco amore mio,devo confessarti una cosa,” ha detto.
Io stavo guardando la tv, ho abbassato il volume.
“Dimmi amore .”
“Oggi sulla spiaggia ho rivisto Pino, ti ricordi bene di quando lavoravo nel suo negozio,quando ti ho cornificato. Con Pinuccio abbiamo parlato dei vecchi tempi, mentre parlavamo mi guardava strano.”
“Ti guardava come?”
“Come si guarda una donna che si vuole scopare.”
L’ha detto così, senza giri di parole.

Mia moglie Maria adesso ha 59 anni, un corpo ancora piacevole di cui ha gran cura e rispetta una dieta rigida .
Quel giorno indossava un costume col perizoma.
“Ero seduta sulla spiaggia e lui stava di fronte. Aveva le gambe aperte. Ho visto il suo cazzo che si induriva mentre mi fissava prima il culo e poi le cosce .”
Ho sentito il mio stomaco stringersi.
“E tu cosa hai fatto?”
“Niente. Ho lasciato che guardasse. Anzi, ho allargato ancora di più le cosce lentamente, lasciando che il suo cazzo salisse al massimo. Volevo che vedesse.”. “Mi sono bagnata, amore. Mi sono bagnata pensando che lui volesse portarmi nel bagno del bar e scoparmi contro il muro.”

Quella sera io e mia moglie abbiamo fatto sesso con una violenza che mancava da mesi. E mentre la penetravo, lei ho sussurrato: “Immagina che sia lui. Immagina che sia Pino che ti fotte.”
Sono venuto in meno di tre minuti come un cornuto.
Sono andato in bagno a farmi una doccia, al ritorno nel buio,intravedo Maria nel letto che si tocca la figa, appena mi vede ha iniziato a parlare sempre più esplicitamente. “Voglio riprovare,” ha detto con due dita dentro la figa. “Voglio scopare nuovamente con Pino. L’ultima volta solo per ricordare i vecchi tempi,per riprovare quel piacere e per vedere come ci si sente a cornificarti nuovamente .”
Il mio cazzo si è indurito istantaneamente. “E io?” “Tu ci sarai, se vuoi. Vedrai tutto come hai sempre desiderato. Ma devo decidere io come.”
All’indomani con Pino ci siamo incontrati in un bar del centro di Vulcano. La chimica tra Maria e lui è stata immediata. Io ero seduto lì, a bere un caffè, mentre loro parlavano dei tempi passati . Mi sentivo già escluso. Ma ero eccitato come non mai.
Dopo circa un oretta mentre Maria è andata in villa per preparare il pranzo,io ho approfittato di fare un discorso al suo amante;
“Pino devo dirti una cosa.” Lui si è girato verso di me. “Dimmi Francesco .”
“Io… io non voglio essere presente mentre tu ti fotti mia moglie.” L’ho detto così, diretto.

“Con Maria avevamo discusso di tutto, delle regole, di come sarebbe dovuto andare. Ma più ci pensavo, più capivo che non ce la farei. Stare lì, guardare, rimanere immobile. Preferirei non esserci.”
Pino ha annuito lentamente. “Va bene. E Maria lo sa?”
“Glielo dirò quando arriviamo. Ma volevo che tu lo sapessi prima.”
“Però voglio sapere tutto dopo. Voglio che lei mi racconti ogni dettaglio. Cosa avete fatto, come l’hai toccata, come ha goduto. Tutto.”
“Capisco.” Pino mi ha sorriso.
“Non è il primo caso. Alcuni mariti vogliono guardare, altri preferiscono immaginare. L’importante è che tu sia sicuro.” “Lo sono. Cazzo, il mio cazzo è duro da questa mattina solo a pensarci.”
Abbiamo riso, la tensione si è allentata. “Una cosa però,” ho aggiunto. “Scopala bene, scopala come merita. Falle provare cose che con me non ha mai provato. Voglio che torni da me stravolta e sazia di te.” “Lo farò.”

Siamo arrivati alla sua villa . Maria aveva indossato un costume intero nero comprato il giorno prima sul corso del centro,occhiali da sole. Si è alzata quando ci ha visto, è venuta incontro. Ha abbracciato me, poi ha dato due baci a Pino.

“Benvenuti. Il pranzo è pronto.” Durante il pranzo sulla terrazza vista mare ho osservato Maria e Pino interagire.
Lei rideva alle sue battute, lui le sfiorava la mano passandole il pane, i loro sguardi si incrociavano con una complicità che mi escludeva e mi eccitava insieme. Ho mangiato poco. Loro hanno bevuto vino bianco, hanno parlato di tutto e di niente. Io ero già altrove.
Dopo pranzo siamo rimasti seduti sulla terrazza, il silenzio rotto solo dal rumore delle onde.
Pino ha acceso una sigaretta, Maria ha versato altro vino. Io sapevo che era il momento.

“Maria, devo dirti una cosa.” Lei mi ha guardato. “Dimmi.”
ho parlato con Pino. Gli ho detto che… che non voglio essere presente. Non ce la farei a stare lì, a guardare senza poter fare nulla. Preferirei non esserci.”
Maria ha posato il bicchiere, ha annuito lentamente. Non sembrava sorpresa. “Lo immaginavo. Ti conosco. Va bene.”
“Va bene?” “Sì. Forse è meglio così. Per entrambi.”
Ha guardato Pino, poi di nuovo me. “Ma voglio che tu sappia cosa succede. Non nei dettagli, quelli te li racconto dopo. Voglio che tu… senta che sta succedendo.”
“Come?” Maria ha sorriso. “Ti mando dei messaggi. Delle foto. Così sai, ma non sei qui. Poi stasera ti racconto tutto.”
Si è alzata, mi ha accarezzato il viso.
“Adesso vai a fare una passeggiata sulla spiaggia. Lasciaci soli per un paio d’ore.”

Pino mi ha guardato, aspettando la mia conferma. Ho annuito. “Va bene.”
Mi sono alzato, ho preso il telefono, li ho guardati un’ultima volta. Maria si era già avvicinata a Pino, la mano sulla sua spalla. Sono uscito.

Ho camminato sulla spiaggia per venti minuti senza una meta, i piedi nudi sulla sabbia calda, il sole che picchiava sulla testa. Pensavo a cosa stava succedendo nella villa. Immaginavo Maria che si spogliava, Pino che la baciava, le mani di lui sul corpo di mia moglie. Il cazzo mi premeva dolorosamente contro il costume.

Poi il telefono ha vibrato. Un messaggio da Maria.
Un audio di dodici secondi.
L’ho aperto con le mani tremanti. Ho sentito la voce di mia moglie che gemeva, forte, senza controllo.
“Sì, dai Pinuccio daiii sbattimi così, cazzo, sì, più forte.”
Poi un suono di pacche ritmiche, pelle contro pelle.
Poi di nuovo la sua voce: “Dio, quanto mi piace il tuo bel cazzo grosso.” L’audio è finito.
Ho dovuto sedermi su uno scoglio.

Dieci minuti dopo, un’altra vibrazione. Una foto. Maria a quattro zampe sul nostro letto, la testa girata verso la fotocamera, la bocca semiaperta, gli occhi semichiusi.
Dietro di lei si vedeva una figura sfocata, il corpo di lui , le sue mani sui suoi fianchi.
Non si vedeva il viso di Pino, ma si vedeva il suo cazzo che entrava nella figa di mia moglie.
Ho fissato quella foto per cinque minuti. Poi me la sono segata lì, seduto su quello scoglio, guardando mia moglie scopata da un altro uomo. Sono venuto sui sassi, il cuore che batteva all’impazzata.
Poi ho continuato a camminare. Altre due ore e mezza.
Altri tre messaggi:
“Amore, Pinuccio mi sta scopando il culo”, “Sono venuta tre volte”, “È venuto dentro senza preservativo“.

Ogni messaggio era una pugnalata eccitante. Quando sono tornato alla villa erano quasi le 21:00.
La macchina di Pino non c’era più. Sono entrato. La casa era silenziosa. Sono salito in camera. Maria era sdraiata sul letto, nuda, i capelli incollati al viso dal sudore, le lenzuola stropicciate. L’odore di sesso riempiva la stanza. Mi ha guardato.
“È stato incredibile.”

Raccontami tutto, per bene

Mi sono seduto sulla poltrona accanto al letto, la stessa dove avevo immaginato di stare mentre loro scopavano. “Raccontami tutto,” ho detto.

Maria si è tirata su, si è appoggiata al cuscino.
Aveva ancora il rossetto sbavato, un succhiotto sul collo, i capezzoli arrossati.
“Appena sei uscito, Davide mi ha presa per mano, mi ha portato qui in camera. Mi ha spogliata lentamente, baciandomi dappertutto. Poi mi ha fatto sdraiare, ha aperto le mie gambe, e ha cominciato a leccarmi la figa.”

Si è toccata distrattamente una coscia mentre parlava. “Ha una lingua incredibile, amore. Mi ha leccato per venti minuti, mi ha fatto venire due volte solo con la bocca. La seconda volta ho schizzato. Non mi era mai successo prima.”

Ho sentito il mio cazzo pulsare. “Poi mi ha penetrata. Il suo cazzo… Dio, è più grosso del tuo. Più lungo e più spesso. Quando è entrato la prima volta ho urlato. Mi riempiva completamente. Mi ha scopata in quella posizione per dieci minuti, poi mi ha girata, mi ha messa a quattro zampe.”
Si è girata, mi ha mostrato il culo. Aveva segni rossi sui glutei. “Mi ha sculacciato mentre mi scopava. Forte. Mi ha chiamato troia, puttana, mi ha detto che sono fatta per prendere cazzi giovani.”
Ha sorriso. “E io gli ho risposto di sì, che sono la sua troia.”
Mi sono abbassato i pantaloni, il cazzo era durissimo. Ho cominciato a toccarmi. “No,” ha detto Maria con voce ferma. “Non ti tocchi. Ancora no.”
Ho ritirato la mano, frustrato.
“Poi,” ha continuato, “mi ha chiesto se poteva scoparmi il culo. Gli ho detto di sì. Ha preso il lubrificante dalla borsa, me ne ha messo tanto, ha lavorato con le dita fino a quando ero pronta. Poi me l’ha messo dentro. Lentamente. Centimetro dopo centimetro.” Si è toccata l’ano, ha gemito piano.
“Mi ha scopato il culo per mezz’ora. Io sono venuta altre due volte, toccandomi il clitoride. Alla fine gli ho detto di venire dentro la mia figa. Si è ritirato dal culo, mi ha girato, mi ha penetrato senza preservativo, e ha sborrato dentro di me. Tanto. L’ho sentito riempirmi.”
Ha allargato le gambe. “Guarda.” Ho guardato. La figa di Maria era gonfia, rossa, aperta. E tra le labbra si vedeva la sborra di Pino che colava lentamente.
“Vieni qui,” ha detto. “Puliscimi con la lingua.”
Mi sono inginocchiato tra le sue gambe, ho abbassato la testa, ho passato la lingua sulla figa di mia moglie piena dello sperma di un altro uomo. Il sapore era salato, denso, estraneo. Ho leccato, pulito, ingoiato. Maria gemeva, mi teneva la testa premuta contro di lei.
Quando ho finito, mi ha guardato. “Adesso vai in bagno , guardati allo specchio e non ti toccare, al ritorno ti lascio venire mentre ti racconto tutto di nuovo.”

Sono uscito dalla camera, sono andato in bagno, mi sono guardato allo specchio. Avevo la faccia lucida, lo sperma di Pino sulle labbra. Il cazzo mi faceva male. Non mi sono toccato. Sono ritornato da mia moglie che mi ha fatto venire con la mano mentre mi sussurrava all’orecchio ogni singolo dettaglio di quello che aveva fatto con il suo amante. È stato l’orgasmo più intenso della mia vita.
E quando è finito, lei ha sorriso e ha detto: “Pinuccio mi ha chiesto se può tornare domani sera.
Gli ho detto di sì

POSTED 2 COMMENTS:
  • avatar ziomax Molto bello. Ma si chiama Pino o Davide ?

    14-07-2026 09:57:29

  • avatar Aspirantecuk Esistono mogli troie così?

    14-07-2026 07:35:51






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